
Il cancro alla cervice è un autentico ‘big killer’ delle donne ma può essere evitato perché la maggior parte dei casi di tumore è direttamente derivato dall’infezione da Papillomavirus.
Ma che cos’è il Papillomavirus?
Facciamo chiarezza su quest’argomento. Noto anche con la siglia HPV, acronimo di Human Papilloma Virus, il Papillomavirus è uno dei virus più diffusi al mondo. La trasmissione del Papillomavirus avviene principalmente per via sessuale (tramite rapporti vaginali, orali o anali) e l’infezione da HPV rappresenta una delle malattie sessualmente trasmesse più frequenti al mondo. Spesso l’infezione da Papillomavirus è asintomatica e difficile da diagnosticare. Per questo la prevenzione è fondamentale: i controlli annuali sono indispensabili sia per gli uomini sia per le donne.
Quali sono i reali rischi connessi al papilloma virus?
Nel 60-90% dei casi le infezioni da HPV si risolvono entro 1-2 anni dal contagio, ma, quando il sistema immunitario non ha la forza di eliminare il virus HPV, l’infezione si sviluppa fino a dare origine nell’arco di 5 anni alla formazione di lesioni precancerose. Senza l’opportuna prevenzione, l’infezione è destinata a progredire fino a determinare lo sviluppo del cancro della cervice uterina o altre forme di tumore anogenitale in entrambi i sessi anche a distanza di 20-40 anni. Ogni anno, 3.500 donne scoprono di avere un tumore alla cervice uterina e 1.700 muoiono a causa della malattia. Poiché spesso il papillomavirus è silente e asintomatico, la prevenzione è ancora oggi l’unico strumento realmente efficace per diagnosticare tempestivamente un’eventuale infezione. Il vaccino è in grado di proteggere da 9 ceppi del virus HPV, 7 dei quali sono ad alto rischio cancerogeno e causano il 90% dei casi di tumore al collo dell’utero e di cancro anale, oltre che l’80% delle lesioni cervicali precancerose. In Italia, la vaccinazione anti-HPV è gratuita dal 2007 per le ragazze che hanno compiuto 12 anni. Il beneficio massimo è per gli adolescenti che non hanno ancora avuto rapporti sessuali e quindi non sono certamente entrati in contatto con il virus.